I proventi del libro

Guerra in Siria © Infophoto (8)Il  ricavato dalla vendita del volume sarà inviato ai Fratelli Maristi di Aleppo per finanziare i progetti illustrati nell’ articolo che segue.

PROGETTI DA SOSTENERE AD ALEPPO
Aleppo, lettera n° 21 del 1° marzo 2015 dai Fratelli Maristi

Quando ho aperto il mio computer per scrivere questa lettera, il telefono ha squillato per informarmi che una pioggia di granate aveva colpito Azizie, il quartiere centrale di Aleppo, vicino alla Cattedrale latina, mentre la gente usciva dalla messa delle ore 17.  Pochi minuti dopo, mi chiamava l’Ospedale Saint Louis per informarmi che alcuni feriti gravi li avrebbero portati a casa nostra e che c’erano stati diversi morti tra cui una ragazza di 19, Sima K.  Purtroppo, da diverso tempo, è quello che ci aspetta ogni giorno, soprattutto negli ultimi 20 giorni, in cui i gruppi di ribelli armati si sono riversati sul nostro quartieri facendo ogni giorno, diversi morti e feriti o con i mortai, o facendo esplodere bombole di gas piene di esplosivo e di chiodi o mediante i cecchini (una delle ultime vittime dei cecchini è A. Nour, di 25 anni, guida del nostro gruppo scout e campionessa di basket

Il nostro ospedale è pieno di feriti curati gratuitamente nel quadro del nostro programma ‘feriti di guerra’.

Triste Anniversario.  Tra pochi giorni inizieremo il nostro quinto anno di guerra in Siria, cominciata nel marzo del 2011. In Siria nessuno si sarebbe immaginato che le cose sarebbero andate in questo modo; nessuno in Siria voleva saperne di questa guerra, nessuno (e mi riferisco proprio alla Siria) voleva la distruzione del paese, la morte di 250.000 persone (per non parlare delle centinaia di migliaia di persone ferite e/o mutilate) e l’esodo di milioni di rifugiati e la sofferenza di 8 milioni di evacuati.


Triste Anniversario.  I siriani soffrono nel vedere il nome del loro paese associato al terrorismo internazionale, soffrono nel sapere che 30.000 persone provenienti da 80 paesi sono venute per combattere per la jihad in Siria come se la jihad facesse parte della tradizione siriana, come se la Siria fosse un paese di estremisti islamici mentre il paese è sempre stato un esempio di tolleranza e di convivenza tra le diverse religioni. I siriani, musulmani o cristiani, si sono sempre considerati prima di tutto siriani.

 

Triste Anniversario.  I siriani temono il Daesh, questa mostruosità che vuole stabilire uno Stato islamico che non ha nulla a che fare con il vero Islam, che ha allungato la mano su migliaia di siriani molto prima di uccidere ostaggi americani, inglesi o giapponesi. I cristiani siriani sono sconvolti dagli attacchi mirati del califfato islamico contro i cristiani caldei di Mosul, dal brutale assassinio dei cristiani copti egiziani in Libia, e più recentemente dall’allontanamento dei cristiani assiri dalla provincia di Hasaka in Siria. A chi toccherà la prossima volta? I cristiani della Siria sono angosciati… Noi abbiamo paura!

Triste Anniversario.  Manchiamo sempre di tutto: petrolio, gas, elettricità, acqua, medicine e di tante altre cose necessarie. Gli Aleppini hanno freddo a causa di un inverno rigido come quello di quest’anno. L’unico mezzo per riscaldarsi sono le coperte. Anche l’acqua è razionata e ci viene fornita un giorno alla settimana.


Triste Anniversario.  Il costo della vita è salito alle stelle, i prezzi di prima della guerra dei vari prodotti si sono  moltiplicati per 5 e a volte per 10. La disoccupazione è totale. Secondo l’Onu, adesso il 70% della popolazione siriana vive sotto la soglia della povertà.


Triste Anniversario.  I siriani sono disperati, non riescono a vedere una via d’uscita dalla crisi. Se ne vanno dal paese in modo definitivo, senza idea di ritornare. La Siria e in particolare Aleppo, si spopola soprattutto di cristiani.

Triste Anniversario..  I siriani sono, a dir poco, delusi dall’atteggiamento dei governi occidentali e dalla comunità internazionale, da questi pompieri-piromani che non vogliono spegnere il fuoco che hanno promosso e finanziato mediante dichiarazioni televisive, ma che non hanno il coraggio di avviare una soluzione politica in contrasto con i loro interessi egoistici.


Di fronte a tante tragedie, delusioni, sofferenze, angosce, paure, disperazioni… che cosa possiamo fare? … Possiamo fare qualcosa? Rimanere… perché ? Rimanere… per che cosa? … Siamo degli eroi o degli stupidi? … C’è ancora una speranza di ritorno alla pace?

Gli Aleppini, rimasti sul posto, ci danno lezioni di coraggio e motivi di speranza.
Li vedi fare qualsiasi lavoro per sopravvivere, mandare i figli a scuola o all’università nonostante l’insicurezza, uscire ogni mattina da casa senza alcuna garanzia che ti assicuri che una pallottola di un cecchino non ti colpisca lungo la strada, rimanere in casa sapendo che la prossima bomba potrebbe cadere sulla loro casa, giorno dopo giorno…


Ed è proprio per loro che noi, Maristi Blu, continuiamo i nostri programmi e progetti.

Il progetto Maristi Blu per alloggiare gli sfollati sta crescendo. Abbiamo già sistemato 57 famiglie di sfollati e, se non abbiamo fatto di più, è solo per mancanza di mezzi.
I nostri vari cesti alimentari mensili sono sempre distribuiti con grande generosità (questi cesti oltre ai generi di prima necessità come zucchero, riso, formaggio, marmellata, lenticchie, olio, ecc, contengono uova, carne, pollo e latte in polvere per bambini. Nel cesto vi sono circa 22 prodotti; il cesto della montagna per le famiglie cristiane sfollate da Jabal Al Sayed, il cesto dei Maristi Blu per gli sfollati di famiglie musulmane e il cesto Orecchio di Dio per le famiglie che vivono in estrema precarietà senza essersi spostate . Oltre al cibo, diamo a queste famiglie vestiti, materassi, coperte e utensili da cucina, ecc. Presto, distribuiremo le scarpe a tutti i bambini. Ogni giorno distribuiamo 550 pasti caldi. 

Il programma ‘feriti di guerra’ continua la sua missione curando, gratuitamente, nel migliore ospedale di Aleppo i civili feriti. Grazie alla generosità e al volontariato dei migliori medici e chirurghi della città e la dedizione delle Suore di san Giuseppe dell’Apparizione, in due anni abbiamo curato centinaia di casi e salvato decine di feriti dalla morte. In questo ultimo periodo purtroppo non possiamo prenderci un giorno di riposo: sono troppi i civili colpiti da colpi di mortaio che cadono improvvisamente ovunque.

I due progetti ‘Imparare a crescere’ e ‘Voglio apprendere’ intrattengono ogni giorno di 150 bambini di età prescolare e scolare (che non vanno a scuola per vari motivi).Il progetto Tawassol è per le giovani mamme, per imparare l’inglese, l’informatica,  fare lavori pratici.

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